12 marzo 2011

Calamari ripieni

La cucina di mare è per me, che abito in un luogo dove per tradizione si cucina carne e animali
da cortile,  molto affascinante e con curiosità mi sono avvicinata ad essa. Ho acquistato negli anni
molti libri di cuochi che cucinano pesce come: Moreno Cedroni, Nino Graziano, Alfonso Iaccarino
e anche sfogliando riviste sono sempre stata pronta a scrivere appunti su presentazioni di mare.

Questa curiosità costruttiva mi spinge verso i banchi di pesce e con lo sguardo scruto da destra a
sinistra, dal basso all'alto, per riconoscere la tipologia del pescato, per controllare i segni
di freschezza e vedendo i vari pesci mi tornano in mente le ricette lette e la voglia di provarle.

Stamani ho comprato dei calamari: e ho pensato di farli ripieni.


  • Ingredienti:
  • Calamari  4
  • Tonno 1 fetta piccola
  • Zucchina 1
  • Pane 1 fetta
  • Latte 100ml.
  • Parmigiano grattato 1 cucchiaio
  • Sale e pepe 

I calamari vanno puliti: sotto l'acqua ho tolto la pelle, ho svuotato la sacca e tolta la testa
che ho tagliato all'altezza degli occhi e per ultimo ho estratto dal mezzo il cosidetto " dente ".


Ne frattempo ho cotto al vapore lo zucchino e la fetta di tonno, se avete un forno con il vapore è
ottimo oppure potete cuocerli nella pentola a pressione insieme, in quanto ambedue faranno
parte del ripieno.
In un piatto ho messo ad ammorbidire la fetta di pane con il latte che poi strizzata ho amalgamato
ai tentacoli tagliati fini, allo zucchino sminuzzato, al tonno tritato e al parmigiano grattato
al sale e pepe.

Ho preso la sacca, ed aiutandomi con un cucchiaino, l'ho riempita e all'estremità l' ho fermata
con uno stecchino, l'ho avvolta in un foglio di carta da forno bagnato e ho posto in forno a vapore
fino alla cottura.

Il risultato di questa semplice ricetta è stato ottimo: i calamari erano tenerissimi, il ripieno molto
leggero, e i sapori degli ingredienti molto distinti.

 

 

11 marzo 2011

Cannoli ricotta e spinaci

Era un classico nei menù dei ristoranti degli anni '60 -'70, un qualcosa di più raffinato della lasagna,
di più leggero, il ripieno variava tra: la carne o la ricotta e gli spinaci, erano quest'ultimi
i miei preferiti con la besciamella, un pizzico di formaggio e a gratinare in forno.

Anche nelle case sono passati un po' di moda, perchè volendo dirla tutta non è che si fanno in 5
minutini: la pasta, il ripieno, la besciamella e il sugo di carne e ualà la mattina è passata. Io ne ho fatti
un po' di più e poi li ho congelati per un'altra occasione.

Incominciamo dalla pasta che deve essere fina, per poterla arrotolare con facilità, difficilmente
la compro in confezione la faccio sempre a mano, o meglio mi faccio aiutare dalla macchina
per stenderla e poi la taglio a rettangoli, che cuocio in acqua bollente salata e poi freddo.

Mi rendo conto che questa ricetta può contenere al suo interno altre ricette che sono delle basi che
adesso dò per scontato, ma che successivamente voglio catalogare.

Il ripieno: ricotta di sola pecora e spinaci, formaggio parmigiano.

La besciamella con un sentore di noce moscata.

Il ragù di carne fatto di macinato di chianina .


Arrotolato il ripieno nella sfoglia ho messo i cannoli nella teglia con sopra besciamella e un filo
di ragù di carne e parmigiano grattugiato e in forno a gratinare.
Sicuramente tanto retrò quanto buoni.



07 marzo 2011

Panini al cacao e miele

La giornata sembrerebbe veramente primaverile: cielo azzurro, sole spendente, ma appena metti il naso fuori della porta un vento Bora di Trieste ti fa tornare immediatamente dietro i fornelli e accanto
al forno.

Allora giù ad impastare biscotti, no panini al cacao e miele.
Quanto mi piace impasticciare!


  • Ingredienti
  • Farina 500g.
  • Acqua 300g.
  • Lievito di birra 25g.
  • Burro 50g.
  • Miele 2 cucchiai
  • Datteri
  • Pinoli
  • Noci
  • Cacao in polvere 10g.
  • Sale un pizzico

 Ho impastato tutto con il Bimby.

Nell'acqua tiepida si scioglie il lievito di birra e piano piano lo aggiungiamo alla farina e al cacao
dentro il vaso del robot. Facciamo incorporare tutta l'acqua e aggiungiamo anche il burro e
per ultimo il sale.

Conglobiamo anche la frutta secca, tagliata a pezzettini il  miele, e continuiamo a far girare l'impasto.

Adesso poniamo l'impasto in un recipiente coperto da una pellicola e aspettiamo che abbia
raddoppiato il suo volume.

Abbiamo diviso l'impasto in tante piccole sfere e messe in una teglia antiaderente e li lasciamo
lievitare ancora per 10 minuti.



Il forno è già in funzione,  aspettiamo che abbia raggiunto 200°C e inforniamo per 15
minuti.

Buonissimi mangiati insieme al burro salato e alla finocchiona di cinta senese.

Il tempo è poco

Oggi, domenica, la famiglia è tutta riunita, quasi tutta c'è chi all'ora di pranzo è sempre nel primo
sonno, essendo andato a letto a prima mattina o a tarda notte  a secondo se lo dico io o lui.

A tavola l'argomento è il cibo, io che mi raccomando che in settimana si stia attenti a cosa si mangia,
che si riesca, tra una lezione e l'altra dell'università, a cibarsi con criterio e non con il solito panino
comprato e mangiato di corsa magari uscendo di casa.

Si, questo a pranzo, ma la sera per gli studenti è un momento di aggregazione e trovandosi tutti in una stessa casa si dà anche sfogo alle velleità culinarie. E a questo punto mi è stato rimproverato, a me e a tutta la categoria dei food blogger, che le ricette scritte nei blogs sono troppo complicate, che scriviamo solo per compiacersi l'un l'altra e che se fossero più alla portata di tutti anche gli studenti
potrebbero attingervi.
Mi è stato portato ad esempio che un certo libro, diventato un best seller, redatto dalla
conduttrice di un famoso programma televisivo, insegnava come in breve tempo si potevano
realizzare dei piatti, che anche nella tavola degli studenti facevano la loro gran figura.

Io... quando mi incoccio in quel programma cambio canale, figuriamoci come ho reagito, però ho
capito che c'è bisogno anche di ricette semplici per far avvicinare i ragazzi a questo mondo
di cucina, di prodotti, di cuochi e magari dopo aver letto come si cucina una buona salsa al
pomodoro si possono anche incuriosire e leggere come si fanno i macarons che sono
descritti nel post successivo.
Speriamo: le vie del Signore sono infinite!

Vi scrivo una ricetta semplice, che non si può nemmeno definire ricetta:

Ingredienti:
Pasta Sfoglia 1 confezione rotonda
Prosciutto cotto 5 fette
Formaggio a fette
Uovo 1
Semi di sesamo

Prendiamo la pasta sfoglia, srotoliamo e poniamo in tutta la superficie il prosciutto cotto e sopra il
formaggio a fette.

 Arrotoliamo di nuovo e e spennelliamo la superficie con l'uovo sbattuto e facciamo aderire
 i semi di sesamo.
Accendiamo il forno a 200° C e poniamo il rotolo, dopo averlo messo sopra una carta da forno,
all'interno. Dopo 15-20 minuti si può togliere si aspetta qualche minuto e si taglia a fette.
Si può mangiare con le mani nel frattempo che sta cuocendo una pasta o un risotto accompagnato
da un bicchiere di vino bianco o di una buona birra.


 

06 marzo 2011

Involtino di verza e cuscus

         V E R Z A

La Brassica oleracea è una pianta originaria del bacino del mediterraneo, coltivata fin dai tempi
antichi è sempre stata tenuta in grandissima considerazione sia come alimento che come farmaco.
Si dice che i Romani abbiano fatto a meno del medico per secoli nutrendosi prevalentemente
con il cavolo.

La Brassica sabauda, la verza, che prenderemo in esame, ha grandissime proprietà nutritive
e medicinali. La pianta è formata da una grossa gemma apicale formata da foglie prive di picciolo
che avvolgono il meristema apicale, intorno le foglie inferiori molto espanse, bollose e increspate.

La verza contiene glucidi, lipidi, proteine, sali minerali: fosforo, calcio, ferro, rame, manganese,
iodio, magnesio, potassio e zolfo e vitamine C, B1, B2, PP,A, D2, Ke U. Tutti questi sali
minerali favoriscono la difesa dell'organismo e sono utili in caso di carenza e debilitazione.
Svolge anche un'azione disinfettante e antibiotica, sia per l'intestino, che per l'apparato respiratorio.

Il succo della verza essendo un anticoagulante, è usato per le ulcere gastriche, e per uso esterno è
usato per i dolori reumatici, le contusioni, le ulcere varicose.




      C  U S  C  U S 

Il cuscus viene preparato con la semola di grano duro. La semola viene cosparsa d'acqua e con 
il movimento delle mani vengono fatte delle pallottoline, che a sua volta vengono cosparse di 
semola asciutta per tenerle separate. In ultimo vengono passate da un setaccio e di nuovo lavorate
con le mani e con la semola asciutta. Questo fa in modo di formare dalla semola di partenza dei piccoli chicchi di cuscus.

Le donne nordafricane si radunavano in piccoli gruppi per lavorare la semola e poi il risultato,
il cuscus, veniva essiccato al sole e aveva una durata di parecchi mesi.

Ai nostri giorni la produzione è meccanizzata e lo troviamo anche precotto infatti basta 
cospargerlo di brodo (vegetale, di pesce o di carne) a seconda della sua preparazione con carne,
verdure o pesce, che ce lo ritroviamo nel piatto già pronto.

Mentre il metodo tradizionale di cottura prevede: alla base una pentola di metallo a forma bombata
sopra la quale  si appoggia, a incastro, un'altro recipiente con la base forata, dove il cuscus
cuocerà  con il vapore della pentola sottostante.
Il cuscus assorbirà i sapori del brodo che fuoriescono dal recipiente inferiore, per questo tra un
recipiente e l'altro viene messo anche un panno umido per sigillare, affinchè non avvenga
la fuoriuscita del vapore.

Ma noi abbiamo detto che troviamo il cuscus già precotto e che basterà seguire le indicazioni di 
ciascuna confezione per portarlo a rivivere.
Certo non riesco nemmeno ad immaginare cosa deve essere il cuscus a partire dalla semola e poi
via via fino a portarlo a cottura; quali odori e quali sapori debba sprigionare.

Sono rimasta affascinata dalla spiegazione della lavorazione del cuscus che viene fatta
nel libro " La cucina Siciliana " edito da Guido Tommasi da Enza (iodagrande.blogspot.com). 
E mi è venuto in mente che, nella mia zona tutti mangiano i pici, ma quasi nessuno i " veri pici ".

INVOLTINO DI VERZA E CUSCUS

  • Ingredienti
  • Verza  10 foglie
  • Carota 1
  • Zucchina 1
  • Sedano 1 stocco
  • Patata 1 piccola
  • Cipollotto 1
  • Olio extravergine d'oliva

  • Per il cuscus:
  • Brodo vegetale
  • Cuscus g. 200

Cuociamo le foglie di verza a vapore, o se questo non è possibile in acqua bollente salata.
Devono rimanere abbastanza " croccanti " quindi la cottura deve essere minima.
Vanno messe in acqua fredda e poi in un recipiente a scolare.
Successivamente va tolta la costa centrale che non permetterebbe l'arrotolamento.

Tagliamo tutte le altre verdure: carota, zucchina, sedano, patata e cipollotto a piccoli dadi e li
mettiamo a stufare in un goccio d'olio aiutandoli a cuocere anche con un po' di brodo vegetale.
Devono rimanere con una certa consistenza, non si devono sfare.

 Le verdure facciamole cuocere in una padella antiaderente e tolte,aggiungiamo un 
cucchiaio d'olio e mettiamo il cuscus, spegniamo il fuoco e uniamo il brodo vegetale in modo 
che il cuscus arrivi alla sua consistenza, di solito un ramaiolo per 100g di cuscus.

Mettiamo insieme i due composti: il cuscus e  le verdure e amalgamiamo il tutto.
Riprendiamo le foglie di verza e poniamo un cucchiaio di composto all'estremità della foglia,
iniziamo ad arrotolare chiudendo i due bordi esterni della foglia per non far uscire il ripieno.

L'involtini possono essere passati per tre minuti in forno e conditi con un goccio d'olio



   





  

04 marzo 2011

Riso nero " Venere "

Il riso nero in Cina esiste da secoli ed è chiamato "riso degli imperatori , perchè è sempre stato 
riservato alle tavole dei nobili essendo poco produttivo e molto caro  fino all'Ottocento 
veniva coltivato solamente per l'imperatore.

Ad introdurre il riso nero in Italia è stato un cinese, il Dottor Xue Ren Wang, ricercatore della Sapise.
Nel 1996, dopo anni di studi, ha creato una nuova varietà che ha preso nome " riso di Venere "
e che cresce nella Lomellina e nel Vercellese.

E' stato ottenuto da un incrocio con una varietà asiatica messa a disposizione dall'Istituto Interna=
zionale di Ricerca sul Riso che ha sede nelle Filippine. Le prime selezioni sono avvenute nella 
pianura padana.

Sembra che studi americani abbiano constatato che il riso nero contiene più antiossidanti
dei mirtilli, oltre ad essere molto ricco di microelementi minerali come ferro,zinco,selenio,calcio e
manganese fondamentali per il metabolismo delle vitamine.

La cottura avviene in acqua per 45-50 minuti. Si sprigiona un'aroma di nocciole e di spezie.
La farina di riso nero " Venere "si usa unita alla farina di grano per la pasta, alle patate per gli 
gnocchi ed anche in pasticceria per i dolci conferendo a tutti gli alimenti il classico aroma del riso.