Giornata piovigginosa, fredda, il caminetto acceso per stiepidire l'aria della casa, facilmente ci riavviciniamo ai gesti prettamente invernali, potare gli alberi, tagliare la legna, prepararla in cataste coperte, pulire le canne fumarie, la raccolta delle olive e fra qualche giorno le bruschette estive con i pomodori saranno sostituite da quelle con l'olio nuovo.
Ma nel frattempo il caminetto è acceso, la vecchia padella di ferro con i buchi è a portata di mano e alle castagne serve solo fare un piccolo taglio trasversale. Un buon bicchiere di vino rosso ci fa compagnia
mentre aspettiamo che la cottura arrivi a compimento.
I miei pensieri tornano indietro: bambina negli anni '60 nella mia città c'è una Piazza, una grande Piazza
dove si soleva giocare, ritrovarsi dopo la scuola e passare le estati e l'inverno in compagnia dei coetanei, degli amici di scuola, i genitori ci lasciavano andare da soli con i pochi spiccioli per la merenda.
C'era sempre un piccolo banchetto, prima dell'avvento dell'HCCP, che cuoceva le caldarroste e noi
con il piccolo cartoccio, prima ci scaldavamo le mani e poi iniziavamo il rito: sbucciavamo la castagna facendo a gara per chi faceva prima, quella dannata pellicina.....ogni tanto ci impediva il risultato.
Clienti fissi, tutti i giorni, era la nostra merenda e la signora, non mi ricordo più il suo nome, conosceva i nostri orari ed eravamo gli ultimi clienti della sua lunga giornata, dopo di noi raccoglieva i suoi attrezzi di lavoro e, aiutata dal marito, lasciava la Piazza spingendo il piccolo carretto fino al deposito in una viuzza lì vicino. Il suo volto è ancora ben presente nella mia mente, avvolta da una sciarpa di lana che le incorniciava il viso , sempre segnato dal freddo nell'espressione, le mani con i guanti tagliati che lasciavano uscire le ultime falangi delle dita per avere più agibilità a toccare le castagne.
Vendeva anche il granturco per i piccioni e d'estate le banane.
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04 novembre 2012
19 luglio 2012
Finalmente a cucinare nella nuova cucina, che cosa ? Ma vedete un po' ?
Dopo mesi di ristrutturazione la nuova cucina è pronta, c'è un senso di timore a pensare di usarla, tutto nuovo, quasi paura, l'abbiamo pensata tutti insieme, intendo la mia famiglia e ognuno di noi ha posto le proprie idee e le proprie critiche e piano piano è cresciuta sotto i nostri occhi, si è materializzata.
Prima della ristrutturazione era una terrazza con tetto che è stata chiusa con dei vetri, mantenendo la grande vista che si gode dai tre lati, è stata studiata anche per farvi dei corsi di cucina e proprio davanti ai fuochi si apre la grandissima visuale della città in lontananza.
Si gode l'alba ed il tramonto e la luce è la grande protagonista di questa stanza, penso che in inverno sarà lì il nostro nutrimento, non solo materiale.
E' da qui che saranno cucinati i futuri manicaretti e da qui saranno descritti su questo blog.
Prima della ristrutturazione era una terrazza con tetto che è stata chiusa con dei vetri, mantenendo la grande vista che si gode dai tre lati, è stata studiata anche per farvi dei corsi di cucina e proprio davanti ai fuochi si apre la grandissima visuale della città in lontananza.
Si gode l'alba ed il tramonto e la luce è la grande protagonista di questa stanza, penso che in inverno sarà lì il nostro nutrimento, non solo materiale.
E' da qui che saranno cucinati i futuri manicaretti e da qui saranno descritti su questo blog.
04 novembre 2011
Primo giorno: gli antipasti
Che belle! Tutta la mattina in cucina, poi ci godiamo un po' di sole autunnale.
Scalpitavo, era ormai troppo tempo che non indossavo i panni della cuoca, Edith mi ha dato
l'occasione per rincominciare.
" Che ne dici di venire da noi per farci qualcosa di nuovo da offrire ai nostri clienti? "
Ho accettato con grande slancio, passata per loro la stagione colma di avventurieri dei vigneti del Chianti, che trovano un rifugio con i fiocchi alla Fattoria di Tregole, ho messo piede nella loro
cucina e abbiamo fatto una mattinata di antipasti, seguiranno giorni di primi piatti, secondi ....
Le chiacchiere ci hanno accompagnato per tutto il tempo, sempre inerenti al cibo, alle ricette, agli ingredienti, cosa si consiglia di fare, cosa è meglio fare, cosa l'esperienza ci ha insegnato.....e poi tutti a tavola per assaggiare per capire che cosa si dovrà cambiare o che cosa è già al top.
Abbiamo cucinato:
Patè di fagiano con salsa di zucca gialla
Patè di fegatini di pollo al vin santo con fichi secchi
Pane di patate con noci uvetta che accompagnava caldo i due patè
Tonno del chianti
Involtini di verza e cuscus con verdurine
Timballo di pecorino con pere caramellate
Torta di ceci e carciofi con salsa ai peperoni rossi
I timballini stanno gonfiando in forno
Gli involtini di verza stanno cuocendo adagiati nelle foglie
Torta di ceci e carciofi che aspetta la crema superiore
Nei prossimi giorni seguiranno le ricette che mancano.
15 agosto 2011
Pesche
I fiori non li abbiamo visti, non ce ne siamo accorti, non abbiamo fatto caso a quante pesche
stavano crescendo da questo giovane albero. Fruttificava a nostra insaputa per sbalordirci
appena uno di noi, alzando la testa, non è riuscito a contarle, tante erano, nascoste fra i rami,
a farsi strada fra le foglie. Piano piano hanno cambiato colore e l'albero è diventato aspettativa
per i nostri desideri, progetto per il nostro da farsi.
E' stato quattro anni fa che un piccolo nocciolo ha iniziato a germogliare.
E questi sono i frutti che ci ha donato.
stavano crescendo da questo giovane albero. Fruttificava a nostra insaputa per sbalordirci
appena uno di noi, alzando la testa, non è riuscito a contarle, tante erano, nascoste fra i rami,
a farsi strada fra le foglie. Piano piano hanno cambiato colore e l'albero è diventato aspettativa
per i nostri desideri, progetto per il nostro da farsi.
E' stato quattro anni fa che un piccolo nocciolo ha iniziato a germogliare.
E questi sono i frutti che ci ha donato.
09 luglio 2011
La festa in giardino a Tregole
Era il 9 Luglio
Ore 15,45. Non mi muovo quasi mai dal mio rifugio, prima era cittadino, adesso, a più ragione, di campagna, prima, perchè il lavoro era così tiranno da non lasciarmi spazio, adesso, per recuperare
l'ozio non avuto.
Stasera mi hanno invitato nel tardo pomeriggio in una zona che merita un obbiettivo sempre a fuoco,
e a detta di chi c'è già stato ospite, un posto da non perdere. Le padrone di casa, solo le donne conosco,
energiche, positive e piene di idee e allora non si può rimanere ad oziare, ma ci dobbiamo muovere
e perchè no tornare anche un po' a lavorare.
Porterò con me la macchina fotografica e più tardi vi farò conoscere anche a voi questo luogo ameno.
La strada è quella che porta a Castellina in Chianti.
Ore 18,00. Sono passata da Lornano, siamo nella zona del Chianti Classico e si vede, eccome se si vede, da destra a sinistra è un susseguirsi di vigneti.
Si lascia la strada per Castellina, si fanno pochi km. di strada bianca sulla destra. In un piccolo
borgo si affaccia con maestosità, sulla strada, la cappella della Fattoria di Tregole. Questa è la meta.
Ore 15,45. Non mi muovo quasi mai dal mio rifugio, prima era cittadino, adesso, a più ragione, di campagna, prima, perchè il lavoro era così tiranno da non lasciarmi spazio, adesso, per recuperare
l'ozio non avuto.
Stasera mi hanno invitato nel tardo pomeriggio in una zona che merita un obbiettivo sempre a fuoco,
e a detta di chi c'è già stato ospite, un posto da non perdere. Le padrone di casa, solo le donne conosco,
energiche, positive e piene di idee e allora non si può rimanere ad oziare, ma ci dobbiamo muovere
e perchè no tornare anche un po' a lavorare.
Porterò con me la macchina fotografica e più tardi vi farò conoscere anche a voi questo luogo ameno.
La strada è quella che porta a Castellina in Chianti.
Ore 18,00. Sono passata da Lornano, siamo nella zona del Chianti Classico e si vede, eccome se si vede, da destra a sinistra è un susseguirsi di vigneti.
Si lascia la strada per Castellina, si fanno pochi km. di strada bianca sulla destra. In un piccolo
borgo si affaccia con maestosità, sulla strada, la cappella della Fattoria di Tregole. Questa è la meta.
L'occasione è stata una cena in giardino, io mi sono mossa intorno alla casa e prima che fosse completamente oscurata dalle tenebre ho fatto qualche scatto.
Era tutto molto tranquillo, gli ospiti si erano ritirati nelle loro camere aspettando l'inizio del banchettaggio, sono andata a curiosare in cucina: Margherita era indaffarata tra i fornelli attenta che tutto procedesse come da copione, Edith, la padrona di casa, artefice della cura di questo luogo, vigile che tutto avesse un ordine. Sophie e Francesco pronti ad introdurre gli ospiti che arrivavano.
La cena ha avuto inizio. Panzanella, vari tipi di frittate, torta di spinaci, pane ai cereali fatto da loro, pappa al pomodoro, pasta al pomodoro e basilico, salumi e pecorino, rotolo di carne con salsa
alla menta, peperonata.....i loro vini, la musica, di sottofondo il chiacchiericcio di varie lingue a
interscambiarsi le esperienze vissute e consigli per le future.
E' stata una piacevolissima serata, dovuta abbandonare sicuramente troppo presto per impegni familiari,
ma con la promessa di un ritorno a tempi brevi, anche con la volontà di una collaborazione
lavorativa.
La via del ritorno mi ha portato all'incontri delle tenebre: due istrici che, lentamente hanno attraversato
la bianca strada che si snoda tra il bosco e un cucciolo di volpe che, con andatura saltellante, mi ha
accompagnato per un tratto fino a quando mi sono fermata per lasciarlo attraversare.
03 luglio 2011
La cucina chiude
La cucina chiude per qualche settimana.
Ci trasferiamo per godere di un po' di fresco.
No, no non andiamo in montagna, ma soltanto al piano interrato, dieci gradi di meno, ma senza
cucina. Lasciamo tutto in mano ai muratori e noi ci arrangeremo per un po' di tempo.
Comunque mangeremo: pietanze fredde, verdure, frutta, gelati, ci sarà un piccolo fornello da campeggio
che ci farà compagnia, che useremo con parsimonia per non alterare il clima idilliaco.
Tutto questo è fatto per migliorare l'attuale funzione dei cucinieri, per creare spazio di movimento
tra i fornelli da tutti i lati, per vedere i tegami da nord a sud, da est a ovest, l'aspirazione sarà migliorata,
il banchettaggio diverrà una consuetudine per gli ospiti e gli ospitanti.
Dovremo subire polvere, rumore, inquietudini e notti insonni, ma la tempesta sarà seguita dal
sereno, dalla bonaccia e dagli interminabili silenzi rotti solo dal fatidico richiamo: " a tavolaaaaa...
è tutto pronto".
Ci trasferiamo per godere di un po' di fresco.
No, no non andiamo in montagna, ma soltanto al piano interrato, dieci gradi di meno, ma senza
cucina. Lasciamo tutto in mano ai muratori e noi ci arrangeremo per un po' di tempo.
Comunque mangeremo: pietanze fredde, verdure, frutta, gelati, ci sarà un piccolo fornello da campeggio
che ci farà compagnia, che useremo con parsimonia per non alterare il clima idilliaco.
Tutto questo è fatto per migliorare l'attuale funzione dei cucinieri, per creare spazio di movimento
tra i fornelli da tutti i lati, per vedere i tegami da nord a sud, da est a ovest, l'aspirazione sarà migliorata,
il banchettaggio diverrà una consuetudine per gli ospiti e gli ospitanti.
Dovremo subire polvere, rumore, inquietudini e notti insonni, ma la tempesta sarà seguita dal
sereno, dalla bonaccia e dagli interminabili silenzi rotti solo dal fatidico richiamo: " a tavolaaaaa...
è tutto pronto".
27 marzo 2011
Come non procedono i lavori
Si sa quando si inizia, ma non si sa mai quando si finisce.... e per esperienza non si finisce mai.
Torni di nuovo in Comune consegni tutto; dobbiamo aspettare la Dia, ci vuole il Durc della ditta, passeranno 20 giorni per l'altra domanda, si aspetta l'assenzo della Soprintendenza dei Beni Culturali.
E intanto sogni come potrebbe venire la cucina, dobbiamo ordinare la cappa, confrontiamo i prezzi
e qui siamo fregati: non ci sono solo i negozi della tua città o quelli delle città vicine alla tua e no...
adesso ci sono anche i negozi virtuali e tutto si complica.
Abbiamo trovato il modello che ci piace e con la sigla dell'articolo sono tre giorni che proviamo e
riproviamo tutti i negozi della rete: uno ti offre un buon prezzo, ma l'invio è alto, l'altro invia gratis
oh, ma l 'offerta è scaduta un giorno prima.
Tutto questo per un solo pezzo e l'angoscia si ripeterà per tutti gli elementi di cui si comporrà questa benedetta cucina?
I vetri per chiudere la loggia come devono essere? Scorrevoli, fissi, basculanti, termici, basso emissivi,
insonorizzanti.... tutto e di più.
E il classico è che, quando tutto sembra fili liscio, nasce l'intoppo e ci fermiamo, l'elettricista
aspetta l'idraulico e il muratore non può andare avanti perchè aspetta tutti e due. Mettiamoci
d'impegno e finiamo il puzzle.
( prima puntata)
Tutti siamo terrorizzati di chiamare i muratori in casa e tanto più se in questa casa continuiamo
ad abitarci. Le nostre abitudini si rivoluzionano, i nostri riferimenti spariscono, come spariscono
le nostre abitudini, tutto è arrangiato per un domani da sogno. "Abbi pazienza vedrai come
viene bene dopo...!" si, ma quando viene il dopo, è questo che ti tiene sveglio la notte e il giorno.
La prima cosa sono i permessi da presentare al tuo Comune, quando hai capito quali sono gli
orari di ricevimento hai già perso due giorni. Ti ricevono, hai in mano tutte le carte, in ordine,
prendi il numerino, aspetti fiduciosa, dai ci siamo....oddio mi sarò dimenticata di qualche foglio?
No...e no signora qui manca la carta catastale, qui non è conforme e passano altri giorni.
No...e no signora qui manca la carta catastale, qui non è conforme e passano altri giorni.
Torni di nuovo in Comune consegni tutto; dobbiamo aspettare la Dia, ci vuole il Durc della ditta, passeranno 20 giorni per l'altra domanda, si aspetta l'assenzo della Soprintendenza dei Beni Culturali.
Signori miei lasciamo stare, altrimenti a fine lavori, se non sei abbastanza in equilibrio mentale,
ti ricoverano in una cameretta arredamento minimale, minima spesa.
E intanto sogni come potrebbe venire la cucina, dobbiamo ordinare la cappa, confrontiamo i prezzi
e qui siamo fregati: non ci sono solo i negozi della tua città o quelli delle città vicine alla tua e no...
adesso ci sono anche i negozi virtuali e tutto si complica.
Abbiamo trovato il modello che ci piace e con la sigla dell'articolo sono tre giorni che proviamo e
riproviamo tutti i negozi della rete: uno ti offre un buon prezzo, ma l'invio è alto, l'altro invia gratis
oh, ma l 'offerta è scaduta un giorno prima.
Tutto questo per un solo pezzo e l'angoscia si ripeterà per tutti gli elementi di cui si comporrà questa benedetta cucina?
| Qui sarà la cucina con vista |
| Apriremo e chiuderemo |
I vetri per chiudere la loggia come devono essere? Scorrevoli, fissi, basculanti, termici, basso emissivi,
insonorizzanti.... tutto e di più.
E il classico è che, quando tutto sembra fili liscio, nasce l'intoppo e ci fermiamo, l'elettricista
aspetta l'idraulico e il muratore non può andare avanti perchè aspetta tutti e due. Mettiamoci
d'impegno e finiamo il puzzle.
( prima puntata)
23 marzo 2011
16 marzo 2011
Ricordi
Le persone che ci hanno lasciato fisicamente, sono certa, ci accompagnano nel nostro quotidiano.
Ed oggi ho sentito proprio questo.
E' una giornata particolare, e tu lo sai bene! Stamani non ero sola, il tuo ricordo mi ha
portato a compiere gesti che non facevo da tanto tempo, forse da quando ero piccola, ma allora era curiosità infantile.
Dove sono le tue foto? Ho cercato, ne avevo in mente qualcuna in particolare che da troppo
tempo giacevano tra scatole, ducumenti, bollette ormai inutili. E piano piano mi sono tornati
in mente tanti, tanti episodi non sempre piacevoli, ma che hanno fatto parte della tua vita e della mia
insieme a te.
Ne ho trovata subito una, che da piccola adoravo "sembri un attore " ti dicevo e tu sorridevi.
E poi c'era un'altra, con un gran cappello, e una con l'impermiabile: Humphrey Bogart in Casablanca !
Come eri magro! Io non ti ricordo così, qui eri veramente molto giovane, io sono arrivata più tardi,
ma le foto di questo periodo erano quelle che più mi incuriosivano da bambina, insieme
ai tuoi racconti.
Berlino, Baden Baden, Roma, grandi alberghi, grandi banchetti, grande disciplina nel lavoro
e anche grandi sorprusi, lavori non tutelati, la vita da lavoratore in un paese straniero.
Queste erano anche le " fiabe " che mi piaceva ascoltare e tu non ti stancavi mai di
narrare, perchè erano il tuo vissuto e da lì io dovevo prendere esempio e mi dovevo
foggiare.
Poi quando parlavi tedesco, che fascino , mio padre che sapeva interloquire con degli
stranieri e per me piccolina era veramente uno spettacolo: "babbo, babbo che hanno detto? "
E questo ti ha facilitato, al tuo ritorno in Italia, per poter trovare un lavoro, e infatti praticamente
non hai più smesso di lavorare.
Il tuo sogno si è avverato: hai potuto aprire una tua attività e negli anni tu ne hai fatta di
strada, quella era la tua vita e la tua casa, hai trascorso tutto il tuo tempo, prima
dietro una stufa a legna, poi via via fino al forno a convenzione.
Non c'erano feste, non c'erano soste, ma quella era la tua gioia.
Anche la tua salute era dietro a tutto, ti ho visto lavorare con una benda ad un occhio,
non ti fermavi, dove la prendevi tutta quella forza? Poi anche tu ti sei dovuto
arrendere e mi sembrava giusto subentrare e darmi da fare seguendo il tuo insegnamento.
Quante volte ci siamo scontrati, io non potevo essere alla tua altezza, ma andavo
avanti e sono andata avanti.
Tu sai bene che giorno è oggi, è la fine di una storia lunga due generazioni, ma non è certamente
una sconfitta anche tu sono sicura che avresti agito come me.
Solevi dirmi: "Ragazza mia, goditi la vita! " La ragazza ormai non c'è più , c'è una donna
di una certa età che ormai sentiva la stanchezza fisica di un lavoro entusiasmante
che ti ringrazio di avermi insegnato. Ciao babbo!
Ed oggi ho sentito proprio questo.
E' una giornata particolare, e tu lo sai bene! Stamani non ero sola, il tuo ricordo mi ha
portato a compiere gesti che non facevo da tanto tempo, forse da quando ero piccola, ma allora era curiosità infantile.
Dove sono le tue foto? Ho cercato, ne avevo in mente qualcuna in particolare che da troppo
tempo giacevano tra scatole, ducumenti, bollette ormai inutili. E piano piano mi sono tornati
in mente tanti, tanti episodi non sempre piacevoli, ma che hanno fatto parte della tua vita e della mia
insieme a te.
Ne ho trovata subito una, che da piccola adoravo "sembri un attore " ti dicevo e tu sorridevi.
E poi c'era un'altra, con un gran cappello, e una con l'impermiabile: Humphrey Bogart in Casablanca !
Come eri magro! Io non ti ricordo così, qui eri veramente molto giovane, io sono arrivata più tardi,
ma le foto di questo periodo erano quelle che più mi incuriosivano da bambina, insieme
ai tuoi racconti.
Berlino, Baden Baden, Roma, grandi alberghi, grandi banchetti, grande disciplina nel lavoro
e anche grandi sorprusi, lavori non tutelati, la vita da lavoratore in un paese straniero.
Queste erano anche le " fiabe " che mi piaceva ascoltare e tu non ti stancavi mai di
narrare, perchè erano il tuo vissuto e da lì io dovevo prendere esempio e mi dovevo
foggiare.
| Berlino |
Poi quando parlavi tedesco, che fascino , mio padre che sapeva interloquire con degli
stranieri e per me piccolina era veramente uno spettacolo: "babbo, babbo che hanno detto? "
E questo ti ha facilitato, al tuo ritorno in Italia, per poter trovare un lavoro, e infatti praticamente
non hai più smesso di lavorare.
Il tuo sogno si è avverato: hai potuto aprire una tua attività e negli anni tu ne hai fatta di
strada, quella era la tua vita e la tua casa, hai trascorso tutto il tuo tempo, prima
dietro una stufa a legna, poi via via fino al forno a convenzione.
Non c'erano feste, non c'erano soste, ma quella era la tua gioia.
Anche la tua salute era dietro a tutto, ti ho visto lavorare con una benda ad un occhio,
non ti fermavi, dove la prendevi tutta quella forza? Poi anche tu ti sei dovuto
arrendere e mi sembrava giusto subentrare e darmi da fare seguendo il tuo insegnamento.
Quante volte ci siamo scontrati, io non potevo essere alla tua altezza, ma andavo
avanti e sono andata avanti.
Tu sai bene che giorno è oggi, è la fine di una storia lunga due generazioni, ma non è certamente
una sconfitta anche tu sono sicura che avresti agito come me.
Solevi dirmi: "Ragazza mia, goditi la vita! " La ragazza ormai non c'è più , c'è una donna
di una certa età che ormai sentiva la stanchezza fisica di un lavoro entusiasmante
che ti ringrazio di avermi insegnato. Ciao babbo!
24 febbraio 2011
L'albicocco in fiore
Stamani mattina, appena uscita, lo sguardo ha deviato, come attratto da una calamita,
in direzione dell'albicocco dei miei vicini.
I fiori sono sbocciati! Ho interrotto il mio solito cammino e mi sono avvicinata, si erano sbocciati
veramente, sono corsa a fotografarli.
La gioia di vederli, pian piano che scattavo le foto, si è trasformata in ansia, infatti le previsioni
meteo per la prossima settimana sono a dir poco catastrofiche.
Tutti gli anni ai primi tepori di febbraio si riempe di fiori e tutti gli anni deve subire l'intemperie
di un fine febbraio e un marzo pazzarelli.
Il vento si agita fra i rami ed io mal volentieri ti lascio stamani; per tutto il giorno le nuvole hanno
attraversato il cielo e il mio pensiero è stato un andirivieni di flussi eterogenei.
A sera tutto era al suo posto, un giorno era passato senza grandi stravolgimenti, speriamo
nel giorno a venire.
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