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04 febbraio 2012

Ricette con le patate: #1 Purè di patate
















 Le patate furono introdotte in Europa nel XVI secolo dagli spagnoli, la pianta è originaria del Sud America e in Italia si diffuse nel XVII secolo, all'inizio come pianta erbacea e in seguito per uso alimentare. Incominciò praticamente a diffondersi copiosamente solo nel 1800 quando furono sfatati tutti i tabù che la ritenevano una pianta legata alla stregoneria, anche l'aspetto non invogliava al consumo e non poco hanno dovuto fare i vari governanti per introdurne l'uso alimentare; si dice che in Francia venissero messe le guardie, la notte, alle coltivazioni cosicchè la popolazione ritenne questo tubero degno di apprezzamento; in Prussia nel 1651 per incrementare la coltivazione fu fatto un editto che puniva con il taglio del naso e delle orecchie chi si rifiutava di coltivare patate.


E anche in Italia ebbe le stesse vicissitudini degli altri paesi, ma quando fu accolta come alimento aiutò, in tutte le zone di coltivazione, gli abitanti a sfamarsi nei periodi più tristi e in tutte le regioni sono nate pietanze con base questo ingrediente.Una per tutte  la Liguria: entrano nella focaccia, nella trippa, nelle frittelle con pinoli, parmigiano e maggiorana, con i funghi in tortiera, nel pesto con i fagiolini a cuocere nell'acqua della pasta, nello stoccafisso. Sono entrate nella cucina popolare per dare più corpo al piatto aiutando pesci, carni, uova a dare più sostanza alla preparazione.




PURE'  DI  PATATE


Gli ingredienti sono noti, patate, latte, burro, un pizzico di sale e una grattugiata di noce moscata.


Per 4 persone vanno cotte 800g. di patate della stesa grandezza per una cottura omogenea, 80g. di burro e un bicchiere di latte.


L'acqua deve essere fredda e deve appena sobbollire per evitare che le patate si rompano e si impregnino di liquido, si aggiunge una manciatina di sale.
Si schiacciano le patate ancora calde con uno schiacciapatate.
Per un purè soffice e leggero, dopo aver aggiunto il latte caldo e il burro a tocchetti, rimettete su fuoco basso per pochi minuti e con una frusta sbattete energicamente in modo da incorporare aria.
   

03 gennaio 2012

Petto di anatra farcito alla frutta

In questi giorni di festa ho avuto più tempo per dedicarmi alle cose che mi aggradano: le letture, le creatività manuali, riordinare appunti, leggere articoli accantonati e segnati come interessanti, catalogare ricette, lasciar affiorare idee un po' pazze per reinventare  la propria vita.

Nel frattempo ho preparato qualcosa di sfizioso. Avevo letto di un petto di anatra farcito con frutta secca, e avevo preparato una salsa con la pera e datteri per accompagnarla con il cotechino scovata nell'ultimo
numero di Sale e Pepe. La salsa è andata a farcire il petto di anatra. Andiamo per ordine.
Il petto di anatra è stato aperto il più possibile e farcito con la salsa di frutta.
Farcia di frutta:
 La pera tagliata a spicchi è stata messa a cuocere in acqua 200dl. con 3 cucchiai di zucchero, una grattata di zenzero fresco, a metà cottura ho unito i datteri denocciolati, un pizzico di senape, e mandorle tritate. Naturalmente dal mensile ho preso solo lo spunto, ho cambiato alcuni ingredienti.
Ha raggiunto la cottura quando lo zucchero ha incominciato a caramellare.

Battuto il petto di anatra ho riempito con la farcia alla quale avevo aggiunto della mollica di pane fresco
imbevuto nel rosso d'uovo. Fatto un piccolo rollè  foderato di leggera pancetta è stato posto in forno ventilato già caldo a 200° C. e cotto con la carne rimasta rosa all'interno.
Insieme abbiamo abbinato un purè di patate fatto con il Bimby.
Quando si acquista un Bimby arriva anche un ricettario che ti dà indicazioni per le cotture, poi man mano che si va avanti, con l'uso, ci impadroniamo dei meccanismi ed entriamo in simbiosi con la macchina, ci rendiamo conto se quelle ricette necessitano di cambiamenti per avvicinarle ai nostri gusti e lasciamo che le indicazioni risultino solo delle guide.

Ho aggiunto anche le finocchielle  prima bollite per 10 minuti in acqua e poi, tagliate a spicchi, nell'olio aromatizzato con i semi della vaniglia, riordinando gli appunti ho letto questi su le finocchielle, non c'era la fonte, molte volte scrivo, scrivo e presa dall'entusiasmo, mi dimentico di catalogare, di segnare l'origine. E certamente un compito da fare a breve.